01 ago 2016

ma quando ricomincia la scuola? il calendario dell'anno scolastico 2016/2017

Il calendario scolastico viene annualmente definito con le seguenti modalità.

Il Ministero dell’Istruzione emana una ordinanza in cui viene definito unicamente il calendario delle festività nazionali, che vengono rispettate da tutte le scuole di ogni ordine e grado. Unica festività di tipo locale è quella del Santo Patrono, differente per ogni comune.
A partire dall’anno scolastico 2002/2003, le Regioni sono state delegate a definire un proprio calendario scolastico, in cui vengono individuate:
- la data di inizio delle lezioni
- la data di termine delle lezioni
- i giorni di chiusura per le festività natalizie e pasquali
- altri eventuali giorni di sospensione delle attività didattiche.


L’unico vincolo che deve essere rispettato è quello di prevedere almeno 200 giorni di lezione – calcolati considerando una frequenza di sei giorni alla settimana – per garantire la validità dell’anno scolastico.
 

Attenzione però. Le istituzioni scolastiche, nel rispetto del monte ore annuale previsto per le singole discipline e attività obbligatorie, possono disporre adattamenti del calendario scolastico debitamente motivati e deliberati dal Consiglio d’Istituto, che devono essere comunicati tempestivamente alle famiglie entro l’avvio delle lezioni. 

Consigliamo pertanto di verificare sempre il calendario definitivo approvato dalle scuole, anche della stessa città. Lo stesso dicasi per le modalità e gli orari di ingresso del primo giorno di scuola, e dei successivi, che possono variare da istituto ad istituto.

Il primo giorno di scuola dell’a.s. 2016/2017
- lunedì 5 settembre 2016: primo giorno di scuola per la scuola d’infanzia
- lunedì 12 settembre 2015: primo giorno di scuola per tutti gli ordini e gradi di istruzione e per i percorsi formativi di istruzione e formazione professionale, con possibilità tuttavia di avvio anticipato da parte delle istituzioni scolastiche e formative

Le festività e le vacanze scolastiche in Lombardia dell’a.s. 2016/2017
- martedì 1 novembre 2016: festa di tutti i Santi
- mercoledì 7 dicembre 2016 – Festa del Santo Patrono (Milano, Sant’Ambrogio)
- giovedì 8 dicembre 2016 - Immacolata Concezione
- da venerdì 23 dicembre 2016 a sabato 7 gennaio 2017: vacanze natalizie
- lunedì 27 febbraio / martedì 28 febbraio 2017: carnevale (rito romano)
- venerdì 3 marzo / sabato 4 marzo 2017: carnevale (rito ambrosiano)
- da giovedì 13 aprile a martedì 18 aprile 2017: vacanze pasquali
- martedì 25 aprile 2017: anniversario della Liberazione
- lunedì 1 maggio 2017: festa del Lavoro
- venerdì 2 giugno 2017: festa nazionale della Repubblica

Da aggiungere a calendario la Festa del Santo Patrono

L'ultimo giorno di scuola dell’a.s. 2016/2017
- giovedì 8 giugno 2017: ultimo giorno di scuola per tutti gli ordini e gradi di istruzione e per i percorsi di istruzione e formazione professionale
- venerdì 30 giugno 2017: ultimo giorno di scuola (scuole d’infanzia)

Prova nazionale Invalsi di terza media: giovedì 15 giugno 2017
Prima prova dell'esame di Maturità: mercoledì 21 giugno 2017

Dal sito del MIUR [clicca qui]
Il calendario scolastico regionale di carattere permanente approvato dalla Regione Lombardia  con D.G.R. n. IX/3318 del 18/04/2012 [clicca qui]

31 lug 2016

no ai compiti a casa, diritto al riposo

Ha raccolto più di 15 mila adesione la petizione di un preside genovese, Maurizio Parodi, e di diverse associazioni, con la quale si chiede che i compiti nella scuola dell'obbligo siano aboliti [clicca qui]. Secondo i promotori dell'iniziativa i compiti a casa sono "inutili, dannosi, disciminanti, prevaricanti, impropri, limitanti, stressanti, malsani" [ascolta la trasmissione "Dietro la lavagna" di Radio Popolare dell'8 gen 2015 dal minuto 4] .
E' un tema di cui si discute da diverso tempo. 
Per i favorevoli all'eliminazione dei compiti, il modello scolastico di riferimento è quello finlandese, giudicato  il migliore al mondo. Come ha fatto la Finlandia a raggiungere questo invidiabile primato lo chiede il regista americano Michael Moore al Ministro dellIstruzione finlandese, Krista Kiuru nel suo documentario Where to invade next”: ”Abbiamo abolito i compiti a casarisponde il Ministro, sostenendo che l'eliminazione dei compiti è necessaria per combattere lo “stress degli studenti” che ostacola il processo di apprendimento [il frammento del film].
Nel 2014  l'OCSE ha pubblicato uno studio dal titolo molto eloquente: "I compiti a casa perpetuano le disuguaglianze in materia di istruzione?" [clicca qui per il testo in inglese del documento "Pisa in Focus 46 - non sembra disponibile la traduzione in italiano]. I compiti, secondo gli esperti dell'OCSE,  possono avere la conseguenza di allargare il divario tra studenti di condizioni socio-economiche differenti. Lo studio rileva un divario notevole nelle ore trascorse settimanalmente a casa facendo compiti tra chi è avvantaggiato socio-economicamente e chi non lo è: gli studenti favoriti dal punto di vista socio-economico studiano di più (media OCSE +1,6 ore). In Italia il divario è di quasi 4 ore: chi può studia, chi non può rimane indietro. In sintesi, una deriva classista accentuata dalla tendenza della scuola italiana a lasciare molti compiti per casa. Da qui la propensione a chiedere che tutte le attività si svolgano in ambito scolastico con l'ovvia conseguenza di personalizzare o differenziare l’insegnamento. Per un commento allo studio dell'OCSE si legga anche una nota dal sito dell'Associazione Docenti e Dirigenti scolastici Italiani [clicca qui].
Il tema dei compiti a casa è stato ripreso recentemente da un quotidiano che, pur con alcune imprecisioni, riporta la battaglia che sta conducendo una mamma di una scuola di Milano del 9° Municipio, Anna Santoiemma, che ricordiamo attiva nell'ambito della ristorazione scolastica [clicca qui]. Niente riunioni carbonare, e poi il tema principale non sono i compiti estivi, quanto quelli in corso d'anno scolastico (come ci ha confermato la signora Santoiemma): "Il sogno sarebbe, a partire da settembre, che vengano aboliti i compiti a casa. Spetta alle maestre trovare il modo di completare il programma nelle normali ore di lezione, senza costringere le famiglie a un lavoro extra. Non si può sovraccaricare di lavoro bambini che stanno a scuola ogni giorno fino alle 16.30". 

Di seguito l'articolo del quotidiano la Repubblica del 21 luglio 2016: 
Milano, la disobbedienza delle mamme sui compiti delle vacanze: "Diritto al riposo per i bimbi" (Franco Vanni, la Repubblica, 21 luglio 2016)
La protesta organizzata in una scuola elementare, dove è partita la rivolta d'estate: "I nostri figli si danno da fare tutto l'anno, ora devono giocare e riposare"
Una riunione carbonara tra mam
me, prima della fine delle lezioni, per decidere come agire. "Ci siamo guardate negli occhi e abbiamo deciso di non cedere - racconta Anna Santoiemma, la più determinata - Eravamo una dozzina di mamme. Vale a dire la maggioranza, visto che in tutto siamo venti. Siamo d'accordo: da parte delle maestre, assegnare i compiti delle vacanze è davvero troppo. I nostri figli si danno da fare tutto l'anno, hanno lavorato anche a casa ogni giorno, ora hanno diritto di giocare e riposare. Per questo abbiamo deciso di consentire loro di non fare i compiti. Vogliamo dare un segnale".
La classe è la terza A (da settembre, quarta A) della scuola primaria Giovanni Battista Pirelli, in via Goffredo da Bussero. "Il tempo libero è prezioso, per chi ancora deve imparare tutto della vita - dice Santoiemma - A otto o nove anni, i bambini hanno diritto di fare le loro vacanze senza costrizioni e pensieri. A settembre ci riuniremo per capire quanti di noi genitori hanno davvero tenuto duro".

15 lug 2016

a cosa servono le donne nella scuola italiana? (di marcella farioli)

La pessima riforma della scuola, trionfalmente varata da Renzi dopo anni di retorica sulla meritocrazia e contro ‘il falso egualitarismo della sinistra’, porta a termine un processo di smantellamento dell’istruzione pubblica iniziato negli anni ’80 e promosso in egual misura dal centro destra e dal centro sinistra. Obbedendo ai dettami della tavola rotonda dei confindustriali europei (ERT) – veri registi occulti dell’operazione insieme a enti privati come l’associazione TreEllle, la Fondazione Agnelli e altre emanazioni dell’imprenditoria italiana – sono state progressivamente introdotte nel sistema pubblico innumerevoli strutture utili a snaturare la scuola come organismo orizzontale e, almeno in teoria, livellatore delle differenze sociali: sdoganamento di lessico e modelli aziendali, gerarchizzazione degli insegnanti, sbilanciamento nella distribuzione dei poteri in senso verticistico, aumento del divario tra le scuole di serie A, con utenza altoborghese e benestante, e le scuole di serie B, in cui viene confinata la popolazione di bassa estrazione sociale.

Certo la scuola pubblica italiana non era esente dal classismo nemmeno prima della riforma Renzi: da sempre essa ha funzionato come dispositivo utile a riprodurre cittadini integrati e sottomessi all’autorità e lavoratori docili e acritici, a trasmettere come ‘neutri’ i valori dominanti, a selezionare per gli studenti diversi percorsi di studio a seconda della loro provenienza sociale. Al giorno d’oggi in Italia – e la ‘cattiva scuola’ renziana è destinata ad aggravare il fenomeno – il rapporto tra classe sociale dello studente, indirizzo di studi prescelto e successo scolastico è pressoché deterministico: i privilegi o gli svantaggi della famiglia d’origine vengono trasmessi ai figli sotto forma di modelli di condotta e codice linguistico, e ne orientano le scelte scolastiche e il futuro lavorativo. La famiglia rende soggettive le differenze oggettive trasformando le diseguaglianze socio-economiche in diseguaglianze cognitive e culturali; la scuola a sua volta, invece di sanare lo squilibrio, lo legittima, attribuendo il successo o l’insuccesso esclusivamente alla presenza o all’assenza negli individui di doti innate o di merito.

I contenuti e le modalità didattiche, che sono un arbitrario culturale, vengono proposti e avvertiti come forme di sapere universali, consacrate dall’uso o dalla loro congruenza con lo Zeitgeist e con gli interessi materiali delle classi egemoni: la “neutralità” attribuita all’insegnante modello, non è altro che una unilateralità fittizia, che consiste nel non proporre mai valori difformi da quelli dominanti, dissimulando la funzione politica assolta dal sistema scolastico.
In questo modello di scuola in Italia e, in percentuali solo lievemente inferiori anche nel resto d’Europa, il personale docente è rappresentato per la maggior parte da donne. Nel nostro paese le insegnanti rappresentano il 78% del corpo docente. Una percentuale che sale fino a quasi il 100% nelle scuole dell’infanzia (fino alla legge 903 del 1977 era addirittura vietato agli uomini insegnarvi), al 95% nella scuola primaria e all’85% nella scuola secondaria di primo grado. Alle superiori le donne costituiscono il 59% del totale, con punte dell’85% nei licei pedagogici, a riprova del fatto che l’educazione è ritenuta un campo prettamente femminile. Il numero di donne diminuisce bruscamente con l’aumentare del livello stipendiale e del prestigio sociale del grado di istruzione: nell’università italiana le ricercatrici sono il 35% del totale, solo il 20% le ordinarie. Le donne che nel 2013 ricoprivano il ruolo di rettore erano 5 su 78 secondo i dati del Miur.

Esiste un rapporto tra la funzione ideologica e disciplinatrice della scuola e la sua progressiva femminilizzazione negli ultimi cinquant’anni in Italia?

La risposta è senza dubbio affermativa.

Le ragioni del fenomeno sono molteplici e, ahimè, ben poco edificanti. Prima di tutto, l’insegnamento nella scuola dell’infanzia e primaria è assimilato nella mentalità corrente al lavoro di cura, prerogativa ‘innata’ femminile e comparabile ad altri lavori a carattere oblativo e caritatevole, come quello di infermiera o operatrice dei servizi sociali. Poiché le donne sono ritenute naturaliter pazienti e inclini alla dolcezza, la ‘cura’ dei bambini spetta a loro anche a scuola come prolungamento del ruolo materno. Tale visione è legata al ruolo della donna nella famiglia: una ‘natura’ materna, dedita al lavoro domestico e di riproduzione gratuito, subordinata a un ordine maschile che non necessita di legittimarsi, ma a sua volta soggetto di dominazione sui figli, cui trasmette valori congruenti con il loro futuro ruolo di sottoposti all’ordine sociale.

Questo radicato stereotipo culturale, insieme al basso livello salariale dei docenti della scuola dell’infanzia e primaria – troppo scarso per costituire il salario principale della famiglia italiana – contribuisce fin dalle origini a rendere in esse ultraminoritaria la presenza maschile, oltre a favorire i conti dello stato: la legge Casati del 1860, infatti, che stabilì il nuovo assetto della scuola pubblica nell’Italia post-unitaria, prevedeva che lo stipendio delle maestre fosse inferiore di un terzo rispetto a quello dei maestri. L’effetto psicologico che ancor oggi deriva dalla quasi totale femminilizzazione della primaria è evidente: man mano che cresce e accede ai livelli superiori di scuola, lo studente viene messo di fronte al fatto che più il contenuto culturale della scuola si ‘eleva’ e si specializza, più esso è affidato a maschi. Gli uomini vengono dunque percepiti come portatori di una sapienza più ‘alta’, col risultato di svalorizzare ulterirmente il ruolo femminile nell’istruzione.

12 lug 2016

tutta un'altra scuola, occasione per incontrarsi e parlare di scuola e educazione

Tutta un’altra scuola” è l’idea che Terra Nuova, rivista che propone stili di vita sostenibili, porta avanti insieme a un gruppo composto da rappresentanti di realtà educative e scolastiche che hanno scelto di mettere il bambino al centro. Fanno parte del gruppo promotore Sabino Pavone vicepresidente nazionale della Fondazione delle Scuole Steiner Waldorf; Iselda Barghini e Daniela Pampaloni del Progetto Senza Zaino; Valentina Giovannini, Monia Bianchi e Marta Monnecchi di Scuola Città Pestalozzi; Adele Caprio autrice del libro “Pedagogia: un’arte in divenire”; Cecilia Fazioli e Valerio Donati del progetto Scuola CampoVolo di Faenza; il professor Paolo Mottana docente di filosofia dell’educazione all’università Milano Bicocca; Micaela Mecocci docente e formatrice della scuola Montessori; Erika Di Martino referente per l’homeschooling in Italia; Christian Mancini esperto di educazione esperienziale; Andrea Sola  esperto di educazione libertaria; Gloria Germani. 
Il 10 e 11 settembre 2016, a Vaiano, in provincia di Prato, avrà luogo  la seconda edizione della manifestazione di due giorni, "Tutta un'altra scuola". Si rinnova, dopo l'esperienza dello scorso anno, l'occasione per incontrarsi e parlare di "scuole" e di educazione, senza confini, gabbie né tabù. Sarà un momento per alimentare una comunità in fermento che sta crescendo. Gli incontri e le conferenze (accesso libero e gratuito) del sabato e della domenica e i seminari del sabato (gli unici con posti limitati e con quota di iscrizione) si terranno nell’area della scuola media Bartolini (ingresso via Vitali), area che ospiterà anche laboratori, attività e animazioni per i bambini. In piazza 1° Maggio teatro di paglia con laboratori musicali e coincidenze sceniche. Alla Casa del Popolo laboratori per bimbi e ragazzi. Grande evento giovani la domenica ai Giardini del Cangione (sempre a ingresso libero e gratuito). Poi street food bio e a chilometro zero in piazza Galilei. Il tutto in un clima di festa.

Il programma completo: [clicca qui]
Il sito dell'iniziativa: http://www.tuttaunaltrascuola.it/
Il gruppo Facebook [clicca qui

25 mag 2016

obiettivo xmas project 2016: una biblioteca mobile con libri per bambini nella striscia di gaza

Da diversi anni l’Associazione Onlus Xmas Project finanzia progetti in occasione del Natale attraverso la vendita di un libro chiamato Librosolidale. Tutti i fondi raccolti attraverso la diffusione del libro sono vincolati al Xmas Project e devoluti all’organizzazione che deve operativamente realizzarlo, dedotte le spese per la realizzazione del libro.
Si tratta di microprogetti di solidarietà, proposti annualmente da associazioni onlus, con particolare attenzione a quelle piccole associazioni che hanno progetti seri e interessanti, ma un po’ meno strade aperte per finanziarli.
Il Librosolidale è autoprodotto ed è composto da due parti, una prima in cui si descrive il progetto (inquadramento geografico-politico, voci di spesa e relativo budget) e una seconda con i contributi editoriali di tutti coloro che vogliono partecipare (e vedere pubblicato il proprio contributo).
Ogni anno, in base al progetto, viene l’Associazione propone un tema editoriale sul quale produrre i contributi (foto, disegni, pensieri, scritti, citazioni, ecc...). Lo scorso anno (2015) è stata sostenuta l’associazione IdaOnlus per l'avvio in Cambogia di una scuola-laboratorio di lavorazione del metallo proveniente dalle mine antiuomo e trasformazione in gioielli. Il tema proposto per il contributo del libro era la bellezza e il senso del bello.
L'idea è quindi quella di usare il Librosolidale come regalo di Natale, all'interno del quale c'è quindi un contributo personale. Questo ha permesso negli anni di allargare i sostenitori: chi riceve il libro in regalo spesso l'anno successivo partecipa anch'esso con il proprio contributo e lo regala a sua volta.
Da 4-5 anni Xmas Project coinvolge anche le scuole. Sono circa 150 le classi di Milano e provincia coinvolte. Alle scuole viene effettuata una proposta didattica (un laboratorio obbligatorio e spunti di riflessione vari) su un tema che elaborato in collaborazione tra l’Associazione e le maestre (prima fra tutti Lella Casati, vicepreside della Bacone).
Per il prossimo anno scolastico (2016/2017) il Librosolidale sarà dedicato a Vento di Terra Onlus, con l'obiettivo di realizzare una biblioteca mobile, allestita con libri per bambini, nella Striscia di Gaza.
Giovedì 26 maggio 2016, ore 17.00 presso La Libreria dei Ragazzi, via Tadino 53 – Milano (MM1 Lima) viene organizzato un incontro dedicato agli insegnanti delle scuole primarie e secondarie ai quali verrà spiegato come poter prendere parte al progetto sviluppando un apposito percorso didattico.
Saranno presenti Barbara Archetti (responsabile Vento di Terra Onlus), Emanuela Bussolati (autrice) e Graziella Casati (maestra dell'Istituto Comprensivo Stoppani).
Ingresso libero - Informazioni: 02.29533555 | info@lalibreriadeiragazzi.it

strage di capaci: a che serve studiare gli ittiti se non conosci falcone?

Nella mia classe c’è uno di quei lenzuoli con la famosa foto di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, scattata da Tony Gentile, con la scritta “Non li hanno uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe”. L’ho appeso nei primi giorni di lezione. Nessuno dei miei alunni sapeva chi fossero “quei due signori coi baffi che ridono”. Nessuno sapeva cosa significasse quella data stampata sul lenzuolo: 23 maggio e 19 luglio 1992. I miei alunni sono nati quindici anni dopo quelle stragi.
E’ come se qualcuno, quando io frequentavo le elementari, mi avesse chiesto della strage del Vajont avvenuta il 9 ottobre del 1963 o dell’incarcerazione di Nelson Mandela.
Avevo studiato il Veneto senza che nessuno mi parlasse di Longarone, di quello che era successo a causa di quella frana: erano morte 2000 persone ma sul libro di geografia non c’era una riga. Eppure sapevo benissimo i fiumi, i confini, i capoluoghi della Regione. Alla scuola bastava quello alla mia vita no.
Era stato un prete, don Mario, a trasmettere nella vecchia sala cinematografica dell’oratorio qualche anno più tardi, il film di Renzo Martinelli sul Vajont.
Nessuno oggi può pensare che i nostri ragazzi conoscano quello che è successo in Italia nel 1992 se non vi è un passaggio del testimone, se non abbiamo un esercito di maestri che conosce quel pezzo di storia di là del semplice ricordo del “mi ricordo dov’ero quel giorno”.
Sul libro di geografia della quinta elementare quando si parla di Sicilia, allora come oggi, non si cita la mafia. Non si parla nemmeno di Capaci e di via D’Amelio. Quando a scuola qualche buon’anima di insegnante affronta questi argomenti, vanno tutti a finire in quell’ “Educazione alla cittadinanza” che contiene di tutto e di più.
Fare memoria del nostro passato in questo Paese è lasciato alla buona volontà.
Stamattina [23 maggio 2016] 50mila studenti in otto piazze italiane ricorderanno Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. E gli altri 7.000.000 di ragazzi e 650 mila circa insegnanti stamattina che faranno in classe?
Il 1992 fa parte della nostra storia, è una ferita che sanguina ancora sul corpo del nostro Paese. Abbiamo scuole dedicate ai due giudici, piazze, vie eppure qualcuno stamattina le attraverserà come se niente fosse, come se quel 23 maggio fosse solo un ricordo.
Quel lenzuolo dovrebbe essere appeso in ogni classe o almeno in ogni scuola.
Accanto alla fotografia del Presidente della Repubblica ci dovrebbero essere quei due volti che proprio perché amavano lo Stato sono stati ammazzati da una parte di esso e dalla mafia.
Lasciare che quella storia sia solo materia per insegnanti appassionati è un errore che non possiamo permetterci: vanno modificate con urgenza le nostre le indicazioni nazionali per il curriculo della scuola primaria e secondaria. A che servirà altrimenti ai nostri futuri cittadini conoscere i confini della Sicilia, gli Assiri e i Babilonesi, la democrazia ateniese senza far camminare le idee di Falcone e Borsellino sulle loro gambe?

Alex Corlazzoli, Il Fatto Quotidiano, 23 maggio 2016

yoga e meditazione a scuola: una rivoluzione straordinaria nelle aule di tutto il mondo

Sempre più scuole in Italia e nel mondo stanno introducendo lo Yoga e la meditazione tra i banchi con effetti benefici sia per gli studenti che per gli insegnanti. I bambini e i ragazzi imparano meglio, hanno voti più alti, sono più concentrati e tranquilli.
Tutto merito degli insegnanti che hanno iniziato a pensare che la scuola può cambiare proprio a partire da attività come Yoga e meditazione che possono distogliere per qualche momento gli studenti dallo studio vero e proprio ma che possono arrecare davvero grandi benefici stimolando la memoria e la capacità di relazionarsi con gli altri.
Sappiamo già che la meditazione e lo Yoga aiutano i bambini a studiare meglio e ad ottenere voti migliori. All’estero lo hanno sperimentato – soltanto per citare alcuni esempi - Angoz Gonzalez, insegnate di inglese nel Bronx, e la scuola Centro de Apoio O Visconde in Brasile, che ha introdotto la pratica dello Yoga e della meditazione prima delle lezioni di matematica e ha così potuto verificare il miglioramento dell’apprendimento da parte degli studenti.
Per quanto riguarda l’Italia vi abbiamo parlato di recente della diffusione dello Yoga per bambini e della meditazione nelle scuole, dalla scuola materna ed elementare fino alle scuole medie.
Una delle nuove storie di trasformazione della scuola grazie all’introduzione della meditazione riguarda San Francisco, dove ha avuto inizio da oltre un anno un progetto per aiutare gli adolescenti in difficoltà.
Agli studenti è stato insegnato a praticare la meditazione per 15 minuti due volte al giorno con l’obiettivo di ridurre lo stress e la confusione nella loro vita. Ciò che è accaduto sembra quasi miracoloso: le sospensioni sono calate del 79% e la presenza in classe degli studenti è quasi raddoppiata. Insomma, la meditazione ha invogliato i ragazzi a frequentare la scuola e ha dato loro sollievo nella vita di tutti i giorni.
Inoltre l’associazione Tonic For The Soul ha dato inizio alla campagna Empowering Kids Through Meditation per raccogliere fondi a supporto dell’incremento del tempo dedicato alla meditazione nelle scuole da parte di bambini e adolescenti. L’obiettivo è di potenziare le giovani generazioni in modo che scoprano fin da ora la calma, la concentrazione e la felicità.
In numerose città italiane sono già attive molte proposte dedicate alla meditazione e allo Yoga sia come attività all’interno dell’orario scolastico sia come corsi e incontri extra-scolastici in centri Yoga, ludoteche, palestre, spazi per l’infanzia, luoghi di villeggiatura e non solo.
Lo Yoga e la meditazione donano ai bambini e ai ragazzi un grande vantaggio: li aiutano a sviluppare la creatività e l’intuizione, un’importante via per la conoscenza che va al di là della memorizzazione e del ragionamento logico tipico delle classiche materie scolastiche. Nella scuola ideale vorremmo che lo Yoga e la meditazione ma anche altre attività come l’arte e la musica avessero molto più spazio. Siete d’accordo? I vostri bambini hanno già iniziato a praticare Yoga a scuola o altrove? Quali sono stati i benefici?

Marta Albè, 13 Maggio 2016, greenme.it

24 mag 2016

a milano il raduno nazionale di guerriglia gardening

Dopo Bologna, Roma e Taranto approda a Milano il raduno nazionale di Guerriglia Gardening, il 28 e 29 maggio 2016.
Al raduno possono partecipare tutti. La partecipazione è gratuita.
E' gradito l'uso della bicicletta. In alternativa lo spostamento centrale verrà effettuato usando i mezzi pubblici.
E' possibile aggregarsi al percorso in qualsiasi momento.
Ai partecipanti è chiesto di munirsi di una (o piu' di una) pianta (da regalare o piantare in azioni di guerrilla gardening) e di una storia.
Durante la tappa presso il Parco della Goccia avrà luogo un picnic autogestito (ognuno provvede per le proprie esigenze e generosamente, condivide con gli altri partecipanti)
La manifestazione si terrà con qualsiasi condizione climatica.


Per chi conosce Lorenza Zambon e (ancor di più) per chi non la conosce, il Raduno Nazionale di Milano rappresenta una occasione unica.
Lorenza ha deciso di donare il suo nuovo spettacolo "94 passi in giardino", in anteprima per il raduno.
Gli spettacoli di Lorenza Zambon sono quegli spettacoli che.. ti cambiano la vita.
Fonte di ispirazione per tutti coloro che già amano e "praticano" la natura e stimolo "irrefrenabile" per chi non ha mai maneggiato una vanga o interrato un seme.

Potete partecipare a tutta la giornata oppure venire a Ri-Make solo per lo spettacolo (ingresso libero), ma non potete perdervi questo appuntamento!
Sabato 28 maggio 2016 ore 19 Lorenza Zambon in “94 passi in giardino”  - Anteprima nazionale Ri-Make, via Astesani 47, Milano
 

Ecco il programma completo (attenzione: potrebbe subire delle variazioni):

Sabato 28 Maggio 2016

ore 10.00 Ritrovo e prima tappa - Orti di Via Padova, via Esterle
ore 11.15 Seconda Tappa - a spasso nel Parco Trotter
ore 11.45 Terza Tappa - Bici&Radici  “Intercapedini Verdi” - via Nicola D'Apulia n.2

Transumanza molleggiata (in bici o con mezzi pubblici) verso stazione Bovisa

ore 13.00 Quarta Tappa - Stazione Bovisa - Parco della Goccia (durante la sosta avrà luogo picnic autogestito)
ore 15.30 Quinta Tappa - Coltivando Via Candiani 72
ore 17.00 Sesta Tappa - Parco delle Favole
ore 18.00 Settima Tappa e arrivo a Rimake, Via Astesani 47
ore 19.00 Spettacolo di Lorenza Zambon “94 passi in giardino” (ingresso gratuito)
ore 21.00 Cena Popolare
a seguire musica chiacchiere ed azioni di Guerrilla Gardening estemporanee in zona

Domenica 29 Maggio 2016

in mattinata: jumanji metropolitano (ancora da definire).

IMPORTANTE!
Dato il clima pre-elettorale invitiamo esponenti politici, candidati e chicchessia di astenersi dal partecipare al raduno per comparsate o propaganda elettorale.



Maggiori informazioni su http://guerrillagardening-italia.blogspot.it/

buon compleanno, parco delle favole


Il Parco delle Favole festeggia 40 anni. Siamo a Milano, in zona Affori, tra via Cianciano, via Luigi Pastro e viale Enrico Fermi. 
Il Parco nacque a metà degli anni 70 del secolo scorso per volere di un comitato di quartiere e soprattutto della signora Luciana Cella Gufanti, che più di tutti si è battuta perché il quartiere avesse uno spazio di verde pubblico e, successivamente, per salvaguardarlo dalle minacce di distruzione. Il nome al Parco è stato dato sulla base della scelta compiuta qualche anno fa dalle bambine e dai bambini di una quinta elementare della Scuola Elementare di via Fabriano (ICS Don Orione). Suggeriamo la lettura dell'appassionato racconto della signora Luciana sulla storia del parco [clicca qui].
In occasione della festa di compleanno, che si terrà sabato 28 maggio 2016 dalle 8:30 alle 13:00, le Scuole Elementari e Medie dell'Istituto Comprensivo di via Scialoia organizzeranno una gara podistica e giochi nel Parco delle Favole.
Il locale Comitato, che con successo ha lottato per la salvaguardia di quest'area verde, passerà idealmente (e anche materialmente: è prevista fiaccola e pergamena)  il testimone ai bambini, affidando loro il Parco delle Favole perché se ne prendano cura e lo conservino, difendendolo da ogni pericolo futuro.
Appuntamento dunque al Parco delle Favole per festeggiare insieme i 40 anni (dato il periodo pre-elettorale invitiamo esponenti politici, candidati e chicchessia di astenersi dal partecipare alla festa per comparsate o propaganda elettorale).

19 mag 2016

il profilo del writer, criminali delle nostre città (dedicato a slav)

L'Assessorato Lavori pubblici e Arredo urbano del Comune di Milano ha pubblicato con la collaborazione di ATM-Azienda dei Trasporti di Milano, “FacciAMO bella la nostra città”, un manuale ad uso didattico rivolto agli studenti delle scuole secondarie per far conoscere la differenza tra vandalo ed artista ed informare sui rischi penali in cui i giovani possono incorrono imbrattando i muri della città senza autorizzazione.

Il testo, un “Manuale minimo di educazione civica per il contrasto del graffitismo vandalico”, rientra in un percorso che il Comune di Milano sta intraprendendo per contrastare un fenomeno che costa alle casse pubbliche parecchi milioni di euro, solo ad ATM sei all’anno per ripulire i vagoni della metropolitana. A Milano gli edifici imbrattati sarebbero 30 mila su oltre 55 mila, autori 1340 writer divisi in 350 crew (o gruppi). I quartieri della città più interessati dal fenomeno sono Lambrate, la Barona, Affori, Porta Ticinese.


Interessante il capitolo del documento che svela il profilo di questi criminali (come altro chiamarli considerate le pesanti sanzioni penali previste dal codice)?

Il writer odierno, contrariamente ai suoi colleghi degli anni settanta del secolo scorso che esprimevano puro "disagio metropolitano", cerca solo “fama e visibilità, da ottenere a ogni costo”. E’ un soggetto giovane, maschio, pochissime le ragazze: il 59% ha meno di 25 anni, nel 12% dei casi si tratta di minorenni, iniziano ad imbrattare fin dai 12 anni. Il ceto sociale è “eterogeneo”, ma la maggior parte dei soggetti sono figli di divorziati/separati (30%) e di stranieri (22%) (probabilmente alcuni anche di genitori stranieri divisi). Pare inoltre che le camerette dei soggetti incriminati risultino tappezzate di tag (firme), arrivando alla logica conclusione “che le famiglie erano a conoscenza delle attività d’imbrattamento, ma hanno preferito chiudere gli occhi”.
Inoltre il 45% dei writer è un creativo: “grafica, fotografia, tatuaggi, musica”, dato avvalorato dal fatto che il 70% hanno frequentato una scuola di carattere artistico, “nei cui locali si rilevano spesso tag e altre tracce di graffitismo”.
Il gesto del writer, viene spiegato nel libretto, se non ripulito, causa la comparsa di altri graffiti e atti vandalici e rischia di generare nella cittadinanza una "diffusa sensazione di anarchia che condurrà il quartiere o la città in una spirale autodistruttiva".
Non mettiamo in dubbio che i dati illustrati, che fanno riferimento ad un campione di 200 writer identificati dal Nucleo tutela decoro urbano della polizia, siano veri. Abbiamo forti perplessità sul fatto che siano stati riportati in un "manuale" parte di un progetto di educazione ed informazione rivolto agli studenti. Cosa si racconta ai ragazzi delle scuole quando si evidenzia, ad esempio, che i genitori dei writers sono in percentuali significative separati o stranieri?

 - il testo del manuale “FacciAMO bella la nostra città”: [clicca qui]



dedichiamo il post a Slav, Svyatoslav Naryshev, il ragazzo di 19 anni, nato in Russia, probabilmente da almeno un genitore stranierio e cittadino italiano, che la notte del 13 aprile è stato travolto e ucciso da un treno vicino la stazione Milano-Greco Pirelli mentre con un amico realizzava un murales su una parete dell’area ferroviaria